Il tratto di Ring Road che collega Vík í Mýrdal a Höfn è, senza mezzi termini, uno dei più emozionanti di tutto l’on the road islandese. In poco più di 270 km si attraversano paesaggi che sembrano cambiare pianeta: ghiacciai imponenti, distese di lava ricoperte di muschio, lagune glaciali e spiagge nere punteggiate di iceberg. È una giornata intensa, da affrontare senza fretta, selezionando con cura le soste e tenendo conto delle condizioni meteo, che in questa zona possono cambiare molto rapidamente.
Stop 1: Sólheimajökull – Kayak nella laguna glaciale
Abbiamo deciso di inserire questa escursione nell’itinerario perché la riteniamo davvero unica e diversa dalle classiche esperienze lungo la Ring Road. Va fatta una premessa importante: l’attività è consentita solo a partire dai 12 anni, quindi nel nostro caso ha partecipato solo uno degli adulti. I bambini, però, possono tranquillamente accompagnare fino ai piedi della laguna glaciale e vivere comunque l’atmosfera del luogo.
Per raggiungere Sólheimajökull è necessario tornare indietro di circa 30 minuti da Vík prima di proseguire verso est. Il ghiacciaio è una lingua del più grande Mýrdalsjökull e si presenta come un gigantesco fiume di ghiaccio, con sfumature che vanno dal bianco al blu intenso, crepacci profondi e piccoli iceberg che galleggiano nella laguna.
Durante l’escursione in kayak si pagaia in acque sorprendentemente calme, circondati da pareti di ghiaccio che incombono tutt’intorno. La sensazione è quella di essere minuscoli di fronte alla potenza della natura. La guida fornisce tutto l’equipaggiamento necessario – muta, calzari e guanti – e spiega passo dopo passo come muoversi in sicurezza, raccontando anche curiosità sulla formazione del ghiacciaio, sul suo rapido arretramento e sull’ecosistema che lo circonda.
Consigli pratici: portate un berretto caldo da indossare sotto il casco e considerate almeno 2,5 ore complessive tra briefing, preparazione e attività in acqua. È un’esperienza che consigliamo a chi cerca qualcosa di davvero memorabile lungo la Ring Road.
Stop 2: Kirkjubæjarklaustur, una pausa tra storia e lava
Kirkjubæjarklaustur è una tappa perfetta per spezzare il viaggio e fermarsi a pranzo. Si tratta di un minuscolo villaggio di circa 150 abitanti, immerso in un contesto naturale sorprendente. Qui consigliamo una sosta allo Systrakaffi, un locale informale con prezzi onesti e una buona varietà di piatti, cosa non scontata in Islanda.
Il nome del villaggio significa “convento di chiesa” e deriva da un monastero benedettino femminile attivo nel Medioevo. Kirkjubæjarklaustur è anche legato a una delle storie più affascinanti dell’Islanda: nel cimitero del paese è sepolto il reverendo Jón Steingrímsson che, secondo la tradizione, il 20 luglio 1783 pronunciò il celebre “sermone del fuoco” durante l’eruzione del vulcano Laki, riuscendo a fermare la lava prima che distruggesse il villaggio.
Consiglio extra: poco prima di arrivare, fermatevi ad ammirare il campo di lava Eldhraun, il più grande al mondo ricoperto di muschio. Nato durante l’eruzione del Laki nel 1783, oggi appare come una distesa verde e soffice, quasi irreale, che si estende a perdita d’occhio.
Stop 3: Skaftafell e il sentiero per Svartifoss
Skaftafell, all’interno del Parco Nazionale del Vatnajökull, è una delle aree naturalistiche più famose d’Islanda e offre numerosi sentieri adatti a diversi livelli di allenamento. Il più celebre è lo Svartifoss Trail, che conduce alla spettacolare cascata Svartifoss.
La cascata, alta circa 20 metri, è incorniciata da colonne di basalto nero che ricordano le canne di un organo, creando un contrasto fortissimo con l’acqua chiara. Questa particolare formazione geologica ha ispirato anche l’architettura di edifici iconici islandesi, come la Hallgrímskirkja di Reykjavík.
Il sentiero è lungo circa 1,5 km (solo andata), ben segnalato e relativamente semplice, quindi adatto anche alle famiglie con bambini abituati a camminare. Lungo il percorso si attraversano boschetti, prati e punti panoramici da cui si gode una bellissima vista sul ghiacciaio Skaftafellsjökull.
Consigli: considerate circa 2 ore totali per il trail. In caso di pioggia intensa, come è successo a noi, valutate attentamente se affrontarlo: le rocce possono diventare molto scivolose e la sicurezza viene prima di tutto.
Stop 4: Jökulsárlón, la laguna glaciale più famosa d’Islanda
Jökulsárlón è uno di quei luoghi che restano impressi nella memoria. Situata ai piedi del Vatnajökull, la laguna è popolata da enormi iceberg che si staccano dal ghiacciaio e galleggiano lentamente verso l’oceano. I colori del ghiaccio cambiano continuamente, dal bianco lattiginoso al blu profondo, creando uno spettacolo ipnotico.
Qui è facile avvistare foche che nuotano tra i blocchi di ghiaccio o si riposano sugli iceberg, mentre i gabbiani sorvolano l’area. Il silenzio, interrotto solo dai rumori del ghiaccio che si muove, rende l’esperienza ancora più suggestiva.
Consiglio: in base alla stagione e all’età dei partecipanti, da qui partono escursioni in barca e tour alle grotte di ghiaccio, da valutare se avete tempo extra.
Stop 5: Breiðamerkursandur – Diamond Beach
A pochi minuti da Jökulsárlón si trova la celebre Diamond Beach, una spiaggia nera vulcanica sulla quale si arenano i blocchi di ghiaccio trasportati dalla laguna fino all’oceano. Il contrasto tra il nero della sabbia e la trasparenza scintillante del ghiaccio è impressionante e rende questo luogo uno dei più fotografati d’Islanda.
Con il sole o al tramonto, i ghiacci riflettono la luce creando giochi di colore che ricordano davvero diamanti sparsi su un velluto scuro. Vale la pena fermarsi più volte e osservare come la spiaggia cambi nel corso della giornata.
Stop 6: Höfn, porta d’accesso al Vatnajökull
La giornata si conclude a Höfn, un tranquillo villaggio di pescatori affacciato sull’oceano e circondato da fiordi e montagne. Höfn è considerata una delle principali porte d’accesso al Vatnajökull ed è famosa in tutta l’Islanda per la pesca degli humar, gli scampi locali spesso tradotti impropriamente come “lobster” nei menù turistici.
Ogni estate il paese ospita un festival dedicato agli scampi, ma anche fuori stagione resta un’ottima tappa per fermarsi a dormire e godersi una cena rilassante dopo una giornata intensa.
Dove mangiare: per una cena di livello più alto consigliamo Otto Matur & Drykkur, mentre per un’opzione più informale ma curata Pakkús Restaurant o Kaffi Hornid sono ottime alternative.
Dove dormire: consigliamo l’Hotel Berjaya, comodo, ben organizzato e perfetto come base per proseguire il viaggio lungo la Ring Road il giorno successivo.
