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Uzbekistan in famiglia: itinerario di 12 giorni e consigli di viaggio

L’Uzbekistan è una delle destinazioni più sorprendenti da vivere in famiglia fuori dall’Europa. Città che sembrano uscite da Le mille e una notte, deserti sconfinati, bazar pieni di colori e profumi e un popolo accogliente, che con i bambini si scioglie in sorrisi. È un Paese sicuro e sempre più facile da girare, grazie ai treni veloci e a strutture pensate anche per chi viaggia con i figli.
In questo itinerario di 12 giorni in Uzbekistan con bambini si parte dalle mura di terra cruda di Khiva, si sale nel Karakalpakstan fino a una notte in yurta sulle rive del Lago d’Aral e poi si scende lungo la Via della Seta: Bukhara, Samarcanda e infine Tashkent. Un mix perfetto tra storia, avventura, deserto e cultura, una vera lezione di geografia dal vivo.

Ruba il nostro itinerario! ➡️

Viaggio in Uzbekistan

Informazioni utili prima di partire

DOCUMENTI E VISTO 🛂

Per i cittadini italiani non serve il visto per soggiorni turistici fino a 30 giorni: basta il passaporto valido. La moneta è il som uzbeko. Nelle città le carte sono sempre più accettate, ma nel Karakalpakstan, nei mercati e nelle zone più remote conviene avere sempre contanti.

QUANDO ANDARE 🌤️

Il periodo migliore va da aprile a inizio giugno e da fine agosto a ottobre. In piena estate le temperature possono superare i 40 °C, poco adatte soprattutto se viaggi con bambini (noi siamo stati a inizio agosto e il caldo era importante). Nel deserto le temperature scendono parecchio la sera, anche nelle stagioni miti.

COME SPOSTARSI 🚄

Tra Bukhara, Samarcanda e Tashkent si viaggia con il treno ad alta velocità Afrosiyob, comodo e veloce. Ti consigliamo di prenotare i biglietti con anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione, perché i posti possono esaurirsi.

Nelle città gli spostamenti sono facili ed economici in taxi. Noi li abbiamo utilizzati spesso, soprattutto con i bambini, e per le tratte brevi sono una soluzione molto più comoda che camminare nelle ore più calde. Dove disponibile, puoi utilizzare anche Yandex Go, che permette di chiamare il taxi direttamente dall’app e vedere il prezzo della corsa in anticipo.

Per il Karakalpakstan e il Lago d’Aral serve invece un autista con fuoristrada 4×4: le piste nel deserto non sono adatte a essere percorse da soli.

Considera però che alcune strade sono piuttosto sconnesse e alcune tratte sono davvero lunghe. Se viaggi con bambini, può essere utile saperlo soprattutto per la questione bagni: lungo alcuni trasferimenti le soste non sono sempre comode e i servizi possono essere molto spartani. Noi ci siamo imbattuti persino (diversi) bagni con due assi di legno e un buco sotto 😅. Dove possibile, scegliere il treno (servono anche il gelato a bordo!) rende gli spostamenti decisamente più semplici, soprattutto per le famiglie.

CON I BAMBINI 👧🏻👦🏻

L’Uzbekistan è una destinazione che si presta bene a un viaggio in famiglia, ma le giornate possono essere intense. Meglio alternare visite e momenti più tranquilli, soprattutto nelle città più calde, e non riempire troppo le giornate. Porta sempre con te acqua, cappellino, crema solare nella stagione calda e qualcosa per fare merenda: durante gli spostamenti più lunghi può capitare di trovare poche possibilità per fermarsi.

SIM E INTERNET 📱

Nelle città la connessione è generalmente buona, mentre nelle zone più remote e durante l’escursione verso il Lago d’Aral può essere molto più limitata. Una eSIM può essere comoda per avere internet appena atterri e non dover cercare subito una SIM locale.

NOTA BENE: ricorda che nei luoghi religiosi è importante avere spalle e ginocchia coperte. Una scusa in più per acquistare i meravigliosi foulard uzbeki!

Itinerario in Uzbekistan in famiglia

GIORNI 1-2 – Khiva, la città-museo nel deserto

Si atterra all’aeroporto di Urgench e in circa 40 minuti si arriva a Khiva. Il suo centro storico, l’Ichan Kala, è patrimonio UNESCO: una cittadella interamente circondata da mura color sabbia, dove il tempo sembra essersi fermato.

Khiva è piccola e si gira tutta a piedi, anche con il passeggino (con qualche gradino qua e là). Il Kalta Minor è impossibile da non notare: il minareto rivestito di maioliche turchesi è rimasto incompiuto e, visto da vicino, sembra davvero un’enorme torta. Proprio accanto si trova la Muhammad Amin Khan Madrasah, una delle più grandi madrase della città.

Chi ha gambe allenate può salire sul minareto di Islam Khoja, il più alto di Khiva, per una vista a 360 gradi sui tetti della città e sul deserto.

Da non perdere la Moschea Juma, con oltre 200 colonne di legno intagliato, una diversa dall’altra (un bel gioco con i bambini è cercare quella più antica), il Palazzo Tash Hauli con i suoi cortili decorati, la fortezza Kuhna Ark e il Mausoleo di Pakhlavan Mahmud.

Tra una visita e l’altra fermati nelle botteghe degli artigiani del legno e dei tappeti, dove spesso si può vedere il lavoro dal vivo. E al ristorante Mirzaboshi puoi partecipare al laboratorio di preparazione del flatbread di Khorezm: si prepara il pane tradizionale mettendo letteralmente le mani in pasta (e nel forno tadiriy per i genitori), un’esperienza divertente anche per i bambini (15$ a persona).

A tavola fai assaggiare ai bambini lo shivit oshi, i tagliolini verdi all’aneto tipici della regione: il colore li conquisterà subito. Segnaliamo due ristoranti super: Tandiriy proprio fuori le mura e Terrassa Cafe & Restaurant con vista wow sulla città antica.

Per un po’ di svago segnaliamo il parco giochi al chiuso FM Kids Bolalar oʻyingohi: Jacopo e Adele non volevano più uscire!

Scoprire Khiva Uzbekistan in famiglia
uzbekistan con i bambini: khiva
shivit oshi

Se hai più tempo, puoi uscire dalle mura di Khiva e visitare Ulli Hovli, raggiungibile in auto e conosciuta anche come la “Casa dei Turkmeni”. È un complesso etnografico costruito secondo lo stile architettonico tradizionale turkmeno, dove si possono vedere da vicino gli ambienti e gli oggetti della vita quotidiana di un tempo. Per i bambini è particolarmente carino: ci sono anche cammelli, abiti tradizionali, culle, oggetti e cimeli che permettono di farsi un’idea di come vivevano le famiglie di allora.

Un’altra tappa che ci è piaciuta molto è il Nurillaboy Palace, raggiungibile comodamente a piedi dal centro. È una residenza reale del XIX secolo e non è tra le visite più affollate di Khiva: proprio per questo ci è piaciuta, perché è una visita più intima, tra sale decorate, dettagli particolari e influenze architettoniche europee. Gli interni sono davvero belli e ci sono anche esposizioni interattive che rendono la visita più interessante.

GIORNO 3 – Verso Nukus tra le fortezze del deserto

Si lascia Khiva in direzione Nukus, capoluogo del Karakalpakstan. Lungo la strada, con una breve deviazione, si visitano le fortezze di Ayaz Kala, antiche rovine di argilla sulle colline del deserto del Kyzylkum. Per i bambini è una vera avventura da esploratori: si sale a piedi tra le dune fino alle mura e il panorama ripaga ogni passo.

Prima di arrivare a Nukus merita una sosta il Chilpyk, un’antica torre circolare zoroastriana che domina la pianura. Nel pomeriggio c’è il Museo Savitsky, soprannominato “il Louvre del deserto”: custodisce una collezione incredibile di arte d’avanguardia russa e uzbeka, salvata negli anni della censura sovietica. Anche chi non ama i musei resta colpito dalla storia di come quelle opere sono arrivate fin qui.

A Nukus non c’è molto altro ma è un’ottima tappa per spezzare il viaggio verso il mare d’Aral. Se vuoi concederti una pausa più spensierata con i bambini puoi fermarti al Jungle Land. È un parco giochi indoor molto bello pensato per i più piccoli, con trampolini, labirinti, percorsi con corde, Ninja Quest e parete da arrampicata.

Per pranzo o cena puoi provare Sofram, un ristorante turco con un ambiente curato e un menu piuttosto ampio! Davvero consigliato.

Nukus

GIORNO 4 – Moynak, Il Lago d’Aral e la notte in yurta

È la giornata più avventurosa del viaggio… ma anche quella più complicata. Ve lo diciamo subito: siamo stati contenti di essere arrivati fino al Lago d’Aral, ma probabilmente non la rifaremmo.

Si parte presto e dopo circa 3 ore di strade piuttosto dissestate si raggiunge Moynaq, un tempo porto di pescatori affacciato sul lago. Oggi l’acqua si trova a decine di chilometri e al suo posto c’è il famoso cimitero delle navi: vecchi pescherecci arrugginiti abbandonati nella sabbia. È un luogo che fa riflettere e anche un’occasione per parlare con i bambini di ambiente e di cosa può succedere quando l’uomo modifica profondamente un ecosistema. Il piccolo museo del paese, con le fotografie di com’era Moynaq quando il lago arrivava fin qui, aiuta a capire ancora meglio quello che è successo.

Da Moynaq il fuoristrada si addentra nell’altopiano dell’Ustyurt: altre 4 ore su strade sterrate e molto sconnesse, tra canyon, paesaggi desertici e distese infinite, fino ad arrivare finalmente alle rive del lago.

La notte si dorme in un campo di yurte. Cena condivisa molto buona e servizi molto essenziali (e qui ritornano i famosi bagni “sauvage”, con le immancabili assi di legno e il buco per terra 😅), ma poi alzi gli occhi e trovi un cielo stellato incredibile, lontano da qualsiasi luce artificiale. E quello ripaga almeno in parte la fatica del viaggio.

L’acqua è salatissima e si galleggia senza alcuno sforzo. Fare il bagno al tramonto è un’esperienza davvero particolare, ma attenzione con i bambini: l’acqua può bruciare molto a contatto con occhi e piccole abrasioni. Portatevi quindi una bottiglia o una tanica di acqua dolce per un veloce risciacquo.

Il nostro consiglio? Bella esperienza, paesaggi incredibili e sicuramente uno dei ricordi più particolari del viaggio. Però preparatevi a tante, tantissime ore in auto su strade molto sconnesse. E considerate che il giorno dopo bisogna rifare praticamente tutto il percorso al contrario. Sottolineiamo anche che le yurte in estate diventano molto calde e gli alloggi spartani non hanno aria condizionata (al massimo una ventola…precaria!). Con i bambini, per noi, è stato decisamente il punto più impegnativo dell’itinerario.

Se invece preferite saltare questa parte, si può tranquillamente accorciare il viaggio e organizzare un itinerario in Uzbekistan di 7-8 giorni, concentrandosi sulle città principali come Khiva, Bukhara, Samarcanda e Tashkent.

Muynak
Mare d'aral con i bambini

GIORNO 5 – Rientro a Nukus

Mattinata con calma per godersi l’alba sul lago, poi si riprende la pista verso Nukus. Il viaggio è lungo: porta snack, giochi e musica per i bambini. Se i tempi lo permettono, nel tardo pomeriggio fermati alla necropoli di Mizdakhan, un’antica collina di mausolei poco fuori città, avvolta da leggende.

GIORNI 6-7 – Bukhara, la città dei mercanti

Dopo una giornata di trasferimento verso Bukhara (in treno o in auto con autista, da organizzare in anticipo), si entra nel cuore della Via della Seta. Bukhara ha un centro storico raccolto e in gran parte pedonale, perfetto da vivere in famiglia.

La base per tutto è il Lyabi-Hauz, una piazza con una grande vasca d’acqua circondata da gelsi, dove la sera si cena all’aperto. Al centro della piazza si trova la statua di Nasreddin Hodja sul suo asinello, il protagonista delle storielle più famose dell’Asia Centrale: raccontane qualcuna prima di partire!

Passeggiando si attraversano le cupole commerciali, antichi bazar coperti dove ancora oggi si vendono tessuti, spezie, tappeti, gioielli e oggetti di rame. Qui puoi anche fermarti al Crafts Center per vedere da vicino alcuni dei lavori artigianali tradizionali della regione e acquistare qualche souvenir.

Da non perdere il complesso Poi-Kalyan, con il celebre minareto Kalyan e la Miri-Arab Madrasah. Il minareto è così imponente che, secondo la tradizione, persino Gengis Khan decise di risparmiarlo. Se puoi, torna qui al tramonto, quando la luce cambia completamente l’atmosfera della piazza.

Poco distante si trova la fortezza dell’Ark, l’antica residenza degli emiri. Nella stessa zona puoi visitare anche la Ulugh Beg Madrasah e la Abdulaziz Khan Madrasah, due edifici molto diversi tra loro che raccontano bene l’evoluzione dell’architettura di Bukhara.

Bukhara con i bambini
Minareto Bukhara

Il secondo giorno dedicalo al Mausoleo di Ismail Samani, tra i più antichi dell’Asia Centrale, immerso in un parco verde dove i bambini possono correre, e al Chor Minor, con le sue quattro torrette turchesi che sembrano uscite da un cartone animato.

Se hai tempo, spingiti fino al Palazzo d’estate Sitorai Mohi Hosa, fuori dal centro storico: tra sale decorate, dettagli di gusto europeo e giardini con i pavoni che passeggiano liberamente, è una delle visite più curiose per capire la vita della famiglia degli ultimi emiri di Bukhara.

E poi lasciati semplicemente un po’ di tempo per vivere Bukhara senza programma: sedersi in uno dei ristoranti intorno al Lyabi-Hauz, assaggiare la cucina uzbeka e passeggiare tra le stradine della città vecchia quando si accendono le luci fa parte dell’esperienza.

La sera, se capita, non perderti uno spettacolo di musica e danze tradizionali nel cortile di una madrasa: un modo bellissimo per chiudere la giornata.

Tra i ristoranti che abbiamo provato, ti consigliamo Ayvan, proprio nella zona di Lyabi-Hauz: è un ambiente bellissimo, con interni tradizionali curati nei dettagli e una piacevole terrazza. Il menu propone sia piatti locali sia qualche alternativa più internazionale, quindi può essere una buona scelta anche in famiglia.

Per qualcosa di più locale e senza troppi fronzoli, prova invece Chinor. È un ristorante frequentato anche dalla gente del posto, famoso soprattutto per gli shashlik e i piatti della cucina uzbeka. È un po’ fuori dal centro storico, quindi conviene raggiungerlo in taxi.

Sitorai Mohi Hosa
pavoni al Sitorai Mohi Hosa

GIORNI 8-9 – Samarcanda, la perla della Via della Seta

Se sei in auto, prima di arrivare a Samarcanda puoi fare una deviazione a Gijduvan, famosa per la sua tradizione ceramica che si tramanda da secoli. In alternativa, con l’Afrosiyob da Bukhara si raggiunge Samarcanda in meno di due ore.

Qui si trova Registan Square, probabilmente la piazza più famosa dell’Asia Centrale, con le sue tre madrase ricoperte di maioliche. Non limitarti a guardarla dalla piazza: puoi entrare nelle tre madrase che la circondano, Ulugh Beg, Sher-Dor e Tilla-Kari, e visitare i loro cortili e gli ambienti interni.

La Ulugh Beg è la più antica e fu costruita nel Quattrocento dall’astronomo e sovrano Ulugh Beg: nel cortile si affacciano le piccole stanze dove un tempo vivevano gli studenti. La Sher-Dor è riconoscibile per le decorazioni della facciata, con le caratteristiche figure di felini e cervi, mentre la Tilla-Kari, che significa “decorata d’oro”, custodisce al suo interno una sala della moschea ricchissima di decorazioni dorate e blu.

Ti consigliamo di andarci due volte: di giorno per entrare nelle madrase e osservare da vicino mosaici e dettagli, e la sera per vedere il Registan illuminato e assistere allo spettacolo di luci.

Tra le tappe imperdibili ci sono il Gur-e Amir, il mausoleo di Tamerlano con la sua caratteristica cupola azzurra a costoloni, e la Shah-i-Zinda, un viale di mausolei decorati con un’incredibile varietà di sfumature di blu: una delle tappe più belle di tutto il viaggio!!!

Accanto alla grande Moschea Bibi-Khanym trovi il Siab Bazaar, perfetto per una passeggiata tra montagne di frutta secca, spezie, dolci e il famoso pane uzbeko appena sfornato. Difficile uscirne a mani vuote!

Per chi è curioso di stelle c’è l’Osservatorio di Ulugh Beg, dove nel Quattrocento si studiavano i cieli con strumenti sorprendentemente avanzati per l’epoca.

Per un’esperienza più pratica, spostati al villaggio di Konigil, dove viene ancora prodotta a mano la tradizionale carta di gelso, seguendo tecniche antiche. Qui si può vedere tutto il processo, dalla corteccia fino al foglio finito: una visita diversa dalle solite e interessante anche per i bambini.

Samarcanda con i bambini

Per mangiare ti consigliamo Osh Palove, dove abbiamo assaggiato il classico plov uzbeko, il riso con carne e verdure che qui viene servito secondo la tradizione di Samarcanda. Il locale è spazioso e informale e il menu è molto semplice: il protagonista è proprio il plov, accompagnato da pane e insalate. Una buona occasione per provare uno dei piatti simbolo della cucina uzbeka senza andare in un ristorante troppo turistico

Il complesso del registan a Samarcanda
Necropoli shah i zinda samarcanda

GIORNI 10-11 – Tashkent, la capitale moderna

Ultimo tratto in treno fino a Tashkent, la capitale: una città grande e verde dove convivono anime molto diverse. Qui si passa in pochi minuti dai quartieri più antichi ai grandi viali di epoca sovietica, fino ai grattacieli, centri commerciali e nuove aree della città. È proprio questo mix tra antico, sovietico e moderno a rendere Tashkent così diversa dalle altre città del viaggio.

Il modo più divertente per esplorarla è la metropolitana: ogni stazione ha un’architettura diversa, tra lampadari, mosaici e colonne, e trasformarla in una piccola caccia alla stazione più bella è un gioco perfetto per tutta la famiglia. Si arriva così al Chorsu Bazaar, il grande mercato sotto la caratteristica cupola azzurra, e al complesso Khast Imam, dove si trova anche il museo dei manoscritti e una delle collezioni coraniche più importanti del Paese.

Per capire meglio la parte più monumentale della città, vale la pena passare da Independence Square, una grande piazza circondata dal verde, e poi raggiungere Amir Timur Square e il vicino Broadway, una delle zone più piacevoli per una passeggiata.

Tashkent conserva anche diverse testimonianze della sua storia più recente. Nel centro si trova il Romanov Palace, costruito alla fine dell’Ottocento per il principe Nikolaj Konstantinovič Romanov, mentre tra gli edifici più riconoscibili della città c’è l’Uzbekistan Hotel, con la sua imponente architettura sovietica. Dalla sua Observation Deck si può inoltre vedere la città dall’alto.

E poi c’è il lato più contemporaneo della città. Al Tashkent City Mall puoi fermarti allo Sky Park, un grande spazio indoor con trampolini, arrampicata, percorsi, zipline, VR e altre attività. Noi lo abbiamo inserito soprattutto per spezzare il ritmo di musei e visite, oppure nelle ore più calde.

Hotel Uzbekistan Tashkent
Uzbekistan metropolitana

Altra tappa con i più piccoli è Magic City, un enorme complesso di intrattenimento nel cuore di Tashkent. Appena entri sembra quasi di essere finiti in una versione uzbeka di Disneyland: al centro c’è un grande castello da fiaba con torri alte fino a 60 metri, che ricorda quelli dei grandi parchi Disney.

In realtà si tratta di un’intera zona dove passeggiare tra negozi, ristoranti, caffè e strade ispirate a diverse città europee, con un’area luna park al coperto dove si trovano attrazioni e giochi. Ci sono anche un acquario, cinema, bowling, zip line.

L’ingresso al complesso è gratuito, mentre le singole attrazioni sono a pagamento. Noi consigliamo di andarci nel tardo pomeriggio e fermarsi fino a sera, quando si accendono tutte le luci e arrivano gli spettacoli delle fontane danzanti: è quando Magic City cambia completamente atmosfera.

Magic city Uzbekistan

Se hai un giorno intero prima della partenza, puoi salire verso le montagne a est della città, nella zona di Amirsoy e Charvak. In estate è un bel modo per cambiare completamente scenario e cercare un po’ di fresco dopo il caldo della capitale. Si sale tra montagne, vallate e panorami sul lago Charvak, con la possibilità di prendere la funivia ad Amirsoy e trascorrere qualche ora nella natura.

Per mangiare, se vuoi provare un buon plov a Tashkent, ti consigliamo Kamolon Osh, un locale semplice e informale dove puoi assaggiare diverse versioni del piatto tradizionale. Per qualcosa di più veloce, prova anche Hamd, una sorta di fast food locale, perfetto per una pausa senza perdere troppo tempo.

Gita sulle montagne di Tashkent
Lago di Charvak Uzbeksitan

CONCLUSIONI

L’Uzbekistan è un viaggio che sorprende a ogni tappa: dal silenzio del deserto alle cupole turchesi di Khiva, Bukhara e Samarcanda, fino alla vivacità di Tashkent. Non è una meta “da resort”, ma è proprio questo a renderla speciale: è un viaggio fatto di storia, cultura, incontri e paesaggi diversi, che lascia ai bambini storie da raccontare e ai genitori la sensazione di aver vissuto qualcosa di davvero unico insieme. 💛

È un viaggio che consigliamo assolutamente anche in famiglia, ma sulla base della nostra esperienza rivedremmo l’itinerario evitando Nukus e la zona del Lago d’Aral. Gli spostamenti sono molto lunghi, le strade in alcuni tratti sono difficili e questa parte rende il viaggio decisamente più impegnativo e scomodo.

Eliminando questa tappa, si può quindi organizzare un itinerario più semplice e piacevole di 7-8 giorni, oppure arrivare a 10 giorni aggiungendo qualche esperienza con più calma.

2 Commenti

  • Giulia
    Pubblicato Ottobre 9, 2026 il 9:32 am

    Ma che meraviglia! Non l’avevo mai preso in considerazione prima. Sono sempre un po’ scettica a girare con i bambini in questi paesi particolari, non è che ci farete un viaggio di gruppo magari? Grazie

    Rispondi
    • Autore Post
      Luca
      Pubblicato Ottobre 9, 2026 il 9:35 am

      E’ stata una bellissima sorpresa anche per noi! Per il viaggio… ci stiamo lavorando!

      Rispondi

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