Tra ghiacciai, vulcani e cascate spettacolari, l’Islanda offre anche una delle esperienze naturalistiche più emozionanti che si possano vivere durante un viaggio: il whale watching. Le acque fredde che circondano l’isola sono ricchissime di nutrienti e attirano ogni anno numerose specie di cetacei, rendendo il Paese uno dei luoghi migliori al mondo per osservare le balene in libertà.
Vedere una balena emergere dall’acqua, sentire lo sbuffo del respiro e poi osservare la coda che scompare lentamente nel mare è qualcosa di difficile da descrivere. È uno di quei momenti che restano impressi nella memoria — e sì, è un’esperienza che si può vivere anche viaggiando con bambini.
In questa guida ti raccontiamo dove vedere le balene in Islanda, qual è il periodo migliore e la nostra esperienza di whale watching a Reykjavík.
Perché l’Islanda è uno dei posti migliori al mondo per vedere le balene
L’Islanda si trova in una posizione geografica perfetta tra l’Oceano Atlantico e il Mar di Groenlandia. Qui le correnti fredde ricche di nutrienti favoriscono la presenza di plancton e pesci, che attirano numerosi mammiferi marini.
Questo rende le escursioni di whale watching molto frequenti e con buone probabilità di avvistamento durante gran parte dell’anno.
Le specie più comuni che si possono vedere includono:
- megattere
- balenottere minori
- orche
- delfini dal becco bianco
- focene
Con un po’ di fortuna si possono osservare anche balenottere comuni e, più raramente, la maestosa balenottera azzurra.
Per secoli, le comunità costiere islandesi hanno fatto affidamento sullo squalo non solo come fonte di cibo, ma anche per l’olio utilizzato per l’illuminazione. Il museo spiega in modo dettagliato il processo di fermentazione: la carne viene prima interrata per alcune settimane e poi lasciata essiccare per mesi in capanni di legno, appesi all’aria aperta.
La visita si conclude con la degustazione del famoso hákarl, dal sapore molto intenso e dall’odore pungente (ricorda l’ammoniaca!), spesso accompagnato da un sorso di brennivín, il distillato tradizionale islandese. Un’esperienza forte, non per tutti, ma autentica e profondamente legata alla cultura locale.
Ma dove è più facile trovarle?
Húsavík – la capitale del whale watching
Situata nel nord dell’Islanda, affacciata sulla baia di Skjálfandi, Húsavík è considerata la migliore località del Paese per vedere le balene. Le percentuali di avvistamento qui sono tra le più alte d’Europa.
Le escursioni partono dal piccolo porto del villaggio e spesso vengono effettuate su barche tradizionali in legno, che rendono l’esperienza ancora più autentica. Le megattere sono particolarmente frequenti e l’ambiente naturale è spettacolare.
Se stai percorrendo la Ring Road, questa è una delle tappe migliori per fare whale watching.
Akureyri – balene tra i fiordi
Akureyri, la “capitale del nord”, è un’altra ottima base per osservare le balene. Le barche partono dal porto della città e navigano lungo l’Eyjafjörður, uno dei fiordi più lunghi e profondi dell’Islanda.
Le acque del fiordo sono spesso più calme rispetto al mare aperto, rendendo questa esperienza particolarmente adatta anche a chi soffre il mal di mare o viaggia con bambini.
Reykjavík – l’opzione più semplice e accessibile
Se hai poco tempo o fai base nella capitale, Reykjavík è la soluzione più pratica. I tour partono dal porto vecchio e in meno di mezz’ora di navigazione si raggiunge la baia di Faxaflói, dove si trovano frequentemente megattere, balenottere minori e delfini.
È l’opzione ideale per chi visita l’Islanda per pochi giorni o per chi vuole inserire l’esperienza all’inizio o alla fine del viaggio.
Ólafsvík – alla ricerca delle orche
Dalla penisola di Snæfellsnes partono escursioni particolarmente interessanti nei mesi invernali. Qui è possibile avvistare spesso orche, che seguono i banchi di aringhe lungo la costa.
È una zona meno frequentata rispetto ad altre, ma molto affascinante dal punto di vista naturalistico.
Quando fare whale watching in Islanda
Il periodo migliore per vedere le balene in Islanda va generalmente da aprile a ottobre, con il picco durante i mesi estivi tra giugno e agosto.
In estate le condizioni del mare sono migliori e la presenza di specie migratorie è più alta. In inverno le escursioni sono meno frequenti, ma in alcune zone, soprattutto nella parte occidentale dell’isola, aumentano le probabilità di avvistare le orche.
La nostra esperienza di whale watching a Reykjavík
Durante il nostro viaggio abbiamo scelto di fare whale watching a Reykjavík, soprattutto per una questione logistica. Viaggiando con i bambini volevamo qualcosa di semplice da organizzare, senza aggiungere troppe ore di spostamenti e abbiamo scelto di farlo con un’escursione acquistata su GetYourGuide
Le escursioni partono dal porto vecchio della città, facilmente raggiungibile a piedi dal centro. La barca Amelia Rose della Seatrips che abbiamo scelto aveva anche una zona interna riscaldata, un dettaglio che con i bambini si è rivelato davvero prezioso.
All’andata siamo rimasti sul ponte per goderci il panorama della baia di Faxaflói: Reykjavík che si allontana lentamente, le montagne sullo sfondo e quell’aria frizzante tipicamente islandese.
Dopo circa 30–40 minuti di navigazione è arrivato il momento che aspettavamo.
Prima abbiamo visto lo sbuffo.
Poi il dorso scuro emergere dall’acqua.
E infine la coda che si solleva lentamente prima di sparire nel mare.
Abbiamo avvistato diverse megattere, ed è stato uno di quei momenti che restano impressi nella memoria. I bambini erano completamente rapiti! Abbiamo portato con noi u piccolo binocolo per avvistarle meglio!
Il tour è durato circa tre ore. Durante la navigazione l’equipaggio spiegava in inglese cosa stavamo osservando, raccontando curiosità sulle specie presenti nella baia e sul comportamento delle balene, mantenendo sempre una distanza rispettosa dagli animali.
Al ritorno il vento si era fatto più freddo, quindi ci siamo spostati sotto coperta nella zona riscaldata, dove ci siamo scaldati mentre la barca rientrava verso il porto. Un dettaglio semplice, ma che ha reso l’esperienza molto più piacevole e gestibile con i bambini.
Whale watching in Islanda con bambini: consigli utili
Se stai viaggiando in famiglia, ecco alcuni consigli pratici:
- Vestiti a strati, anche in estate il vento in mare può essere freddo
- Porta cappello e guanti
- Se soffri il mal di mare, valuta di prendere qualcosa prima della partenza
- Scegli barche con spazi interni riscaldati
- Considera che le escursioni durano in media 3 ore (la barca ha il bar ma porta uno snack)
Durante l’escursione abbiamo visto anche le barche RIB (Rigid Inflatable Boat), quelle piccole e velocissime che spesso si notano nei porti islandesi. Sono imbarcazioni con scafo rigido e tubolari gonfiabili, molto stabili e progettate per navigare rapidamente anche con mare mosso.
Trasportano piccoli gruppi di circa 10–12 persone e sono completamente aperte, per questo i passeggeri indossano i classici tutoni termici impermeabili. Si viaggia su sedili tipo sella con ammortizzatori, spesso in posizione semi-in piedi, per assorbire meglio le onde.
Essendo molto veloci, possono coprire più distanza in meno tempo e raggiungere rapidamente le aree dove vengono avvistate le balene, rendendo l’esperienza più adrenalinica.
Spesso non accettano bambini sotto ai 10 anni e comnuque sconsigliamo questa epserinza. In famiglia è più utile viaggiare comodi e con cabina interna riscaldata.
Vale la pena fare whale watching in Islanda?
Assolutamente sì.
Il whale watching non è uno spettacolo organizzato e non esiste una garanzia assoluta di avvistamento — ed è proprio questo il bello. È natura allo stato puro, imprevedibile e autentica.
Quando succede, quando vedi davvero una balena emergere dall’oceano davanti ai tuoi occhi, capisci subito che è una delle esperienze più emozionanti che si possano vivere durante un viaggio in Islanda.
